Google, Airbnb, Facebook & Co: la grande guerra del turismo online

Mentre i clienti riscoprono le agenzie di viaggi il turismo online si accorge che, anche sul web, non c’è spazio per tutti.

L’ecommerce turistico negli scorsi anni ha divorato quote di mercato ma, allo stesso tempo, ha visto moltiplicarsi i player. E, soprattutto, sta conoscendo l’ingresso in forze dei big della tecnologia. Che stanno pesantemente modificando lo scenario.

Un solo business per tutti

Ad oggi l’attività del turismo online può essere suddivisa in diverse categorie, ognuna con una sua specificità: prenotazione di camere, home sharing, esperienze, biglietti aerei, recensioni e via dicendo.

Ma questo modello potrebbe non essere destinato a durare. Da qualche tempo a questa parte si sta assistendo a un numero sempre maggiore di ‘invasioni di campo’: Airbnb, ad esempio, si è lanciata nel business delle esperienze, oltre a investire nel ricettivo classico.

Marriott, per contro, potrebbe annunciare tra non molto il suo progetto nel campo della ‘condivisione di alloggi’, ovvero il business dove domina Airbnb.

Ma questo non è l’unico esempio: due realtà apparentemente separate come Facebook e Google hanno progetti nel cassetto per conquistare il mercato dell’ecommerce. E anche se la rivalità tra i due non è certo una novità, è significativo il fatto che il social del pollice blu abbia annunciato l’idea di poter vendere biglietti tramite la sua piattaforma WhatsApp. Per Google invece, l’impegno nel turismo ormai è una realtà assodata, con i suoi servizi riguardanti voli e alberghi.

Social network, motori di ricerca, home sharing, alberghi: gli steccati stanno cadendo sempre più velocemente. Perché nel mondo online la regola è diventata una sola: non lasciare che il proprio utente si stacchi dalla piattaforma per navigare altrove. E l’unico modo per evitarlo è offrire più servizi possibili, dando al cliente tutto ciò di cui ha bisogno.

Benvenuti nella nuova era del turismo online.

(Fonte: www.ttgitalia.com)